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  • image1 Eleganza, confort e serenità.
  • image2 Storia, tradizione e poesia.
  • image3 Relax assoluto.
  • image3 Contatto autentico con la natura.
  • image3 Nella splendida cornice del Parco Nazionale del Pollino.

La nostra storia


Il Palazzo De Filpo, in parte destinato oggi a struttura ricettiva, è stato fatto erigere, nella seconda metà del Settecento, dal nonno del Senatore Vincenzo, che aveva praticato con successo il commercio del grano,oltre che l’allevamento dei suini. Il Palazzo sorge nel cuore del Centro storico di Viggianello e si sviluppa su quattro piani, ai quali si accede, da C.so Sen De Filpo, con l’uso dell’ascensore, oppure, a piedi, dalla pittoresca via San Biase: la stessa che, inerpicandosi, conduce al Castello dei Principi Sanseverino ed alla dimora del notissimo dottor Caporale, che in tempi remoti, quando la cobaltoterapia era del tutto sconosciuta, curava, con sicuro successo, alcuni tumori esterni: e  tra i beneficiari viene ancora ricordato, nel novero dei  pazienti del clinico insigne, un  figlio di Mussolini.

L’ampliamento della struttura fu opera dell’Avv.to Luigi(1802-1863), padre del Senatore, fervente patriota, affiliato alla Carboneria e per questo sottoposto a vigilanza di polizia. Nel 1860 Luigi accettò il programma del Comitato dell’Ordine e partecipò ai moti insurrezionali. 

Ulteriori miglioramenti architettonici furono apportati alla casa per volontà dell' Avv.to Vincenzo(1832-1900), figlio di Luigi, conosciuto come il Senatore Gentiluomo. Egli, poco più che ventenne, dopo la laurea, conseguita nella Regia Università di Napoli, si pareggiò professore di diritto. Come il padre, accettò il programma del Comitato dell’Ordine e partecipò ai moti insurrezionali. Per un ventennio Presidente del Consiglio Provinciale di Basilicata e, per certo tempo, Presidente della stessa Deputazione Provinciale, nel 1892 fu chiamato a sedere nei banchi del neo-costituito Senato del Regno d’Italia. Detta carica, convalidata il 9 dicembre dell’ anno medesimo, fu mantenuta fino all’anno della sua scomparsa. 

Il Palazzo è stato arricchito con la  ben nota Cappella gentilizia di San Luigi, curata particolarmente dall’Arciprete don Fracesco De  Filpo, fratello del Senatore, il quale ebbe pure incarico duraturo di rappresentare gli interessi della Santa Sede nel  Circondario di Lagonegro, quale Protonotario papale. 

La splendida chiesa madre di Santa Caterina in Viggianello centro, è tuttora  fregiata di  numerose opere-realizzate con marmi di qualità – ed arricchita da numerosi dipinti ad olio: sculture e pitture volute e curate in gran parte da don Francesco.

Hanno abitato il Palazzo, tra tanti:

1° Il Cavaliere Minicuccio, altro fratello del Senatore Gentiluomo,il quale in gioventù, per incarico ricevuto dagli uffici della Procura del Re Di Napoli, operò validamente per arginare l’allarmante fenomeno del brigantaggio locale ed ancora oggi restano intatti i sotterranei ove venivano momentaneamente custoditi  i catturati, in attesa di trasferimento nelle prigioni ufficiali del Re.

2° L’Avv.to Giuseppe de Filpo, degno figlio del Senatore e come lui impegnato in politica ed a lungo Presidente emerito del Consiglio provinciale di Basilicata.

Memorabile la donazione che egli fece alla Provincia di Potenza del complesso detto  del Santuario di Santa Maria della Consolazione in Rotonda, attuale (parziale) sede dell’Ente Parco del Pollino-perché ivi nascesse il grande Sanatorio provinciale,per la lotta al grande male di allora, la tubercolosi, di cui purtroppo era morto anche suo figlio Vincenzo, appena ventiseienne, dopo essersi ricoperto di gloria durante la guerra 1915-1918.

 

3° Vincenzo De Filpo (1893-1921), nazionalista fervente, tenace assertore e propagandista dell’intervento in guerra.

Per essere arruolato, scrisse una lettera al Ministro della Guerra, falsificando  la firma del nonno materno, senatore Carmine Senise, e fu  tra i primissimi a partire. Inviato al fronte, fu sul Carso sempre in prima linea.

Fu insignito di un Encomio Solenne Sovrano, di un Encomio Solenne del Corpo d’Armata, di un Encomio Solenne del Comando Supremo, di una Medaglia di Bronzo al Valore, di una prima e di una seconda Croce al Merito di Guerra. Tenente del Genio di Complemento, Osservatore del Pallone Frenato,meritò il pubblico plauso di Gabriele d’Annunzio, con la celebre dedica- esortazione: "Che ti dice la patria? Tieni duro“.

Ferito dalla mitraglia austriaca e poi colpito da nefrite a frigore, contratta in servizio,svolse pure delicati compiti al Comando Supremo. Il generale Luigi Cadorna, con nota del 21 aprile 1923, ha spronato il genitore Giuseppe alla pubblicazione del suo Diario, per le” testimonianze preziose”, in esso contenute, le quali “contribuiscono a creare la vera Storia”.

4° Luigi De Filpo(1898-1950) avvocato, giornalista, filosofo, storico, partecipò alle due guerre mondiali: durante la prima con il grado di Capitano Osservatore e nella seconda a fianco dei nuclei partigiani.

Fu Deputato dell’Assemblea Costituente e poi sottosegretario alle Poste nonché all’Agricoltura e Foreste, in rappresentanza del Partito Comunista, allora guidato da Palmiro Togliatti, suo amicissimo  e dal quale si ebbe stima grande  e pubblici riconoscimenti. 

Oggi il Palazzo è stato ristrutturato, con risultati gradevoli per il riuscito proposito di ripristinare l’architettura e gli interni d’epoca. Tutto il materiale rinvenuto  è stato riutilizzato al meglio, integrando, ove necessario, gli ambienti con i confort che le tecnologie attuali offrono.

 

 

 

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